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Riserva Naturale di Tuscania

Cinghiale - Sus scrofa

femmina di cinghiale con piccoliOrdine: Artiodattili.

Famiglia: Suidi.

Classe: Mammiferi.

Nome Scientifico: Sus Scrofa.

Caratteristiche: Il cinghiale (Sus scrofa) è un animale di grandi dimensioni, caratterizzato da un corpo massiccio, presenta un muso lungo e conico, collo corto e zampe corte e sottili. La testa è grande, terminante con il "grugno" o "grifo", occhi piccoli e orecchie grandi. Presenta due coppie di canini molto sviluppati: le "difese". La lunghezza testa-corpo è in media 100-150 cm; l'altezza al garrese è di 60-90 cm; il maschio adulto pesa tra i 45 e i 180 Kg, mentre la femmina, più piccola pesa tra i 30 e i 150 Kg.

Riproduzione: Ilcinghiale è un animale sociale: le femmine vivono in piccoli gruppi con i piccoli e le femmine di 1-2 anni; i maschi adulti sono in genere solitari o si accompagnano ad un maschio anziano ("solengo") eccetto che nel periodo riproduttivo.

Alimentazione: La dieta è onnivora, scavano con il grugno in cerca di tuberi, radici, ghiande, insetti e lombrichi ed è integrata da uova di uccelli e piccoli mammiferi. L'attività di scavo (rooting) può interessare anche centinaia di metri quadrati, è un'attività molto utile nelle zone boschive dove favorisce la rotazione del patrimonio forestale, ma al contrario risulta essere molto dannosa per l'agricoltura.

Abitudini: Questi Ungulati hanno soprattutto abitudini notturne e trascorrono le giornate nascosti nel bosco. Una caratteristica è l'"insoglio": l'animale si rotola nel fango per liberarsi dai parassiti e favorire la termoregolazione. Si libera in seguito dal fango sfregandosi al tronco rugoso degli alberi (gradite le conifere), provocando danneggiamenti e spesso la morte della pianta. La grande adattabilità di questa specie, l'alto potenziale riproduttivo, la notevole mobilità, l'alto spettro alimentare hanno decretato il suo successo e nel contempo rendono la specie difficilmente gestibile. Appare indispensabile programmare la presenza di questo animale nelle aree protette: è infatti alla densità eccessiva dei cinghiali che si devono attribuire molti danni causati all'agricoltura. Una delle soluzione potrebbe essere l'individuazione di aree vocazionali e il contenimento della popolazione attraverso piani di controllo, ma rimane comunque la specie con le maggiori implicazioni gestionali.

Habitat: vive in tutti i boschi, privilegiando le zone collinari.

Diffusione: Grazie ai ripopolamenti effettuati a scopo venatorio dagli anni '50 con esemplari provenienti dal'Est Europa questa specie ha recuperato il suo areale originario, diffondendosi di nuovo ad ogni regione, esclusa la Sicilia, e soprattutto nel settore centrale. Infatti è uno degli animali più frequenti in questi boschi e non è difficile imbattersi nelle sue tracce.

 
 

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