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Riserva Tuscania
Riserva Naturale di Tuscania Aspetti
geologici L'intera Provincia si sviluppa prevalentemente su
di un territorio edificato dall'attività esplosiva di tre importanti complessi
vulcanici: quello Vulsino, il più settentrionale e dominato al centro dalla
vasta depressione lacustre di Bolsena, quello Vicano, con al centro il Lago di
Vico e quello Cimino, subito a sud-est del capoluogo. La bellezza e la ricchezza
dell'intera provincia sono strettamente legate alla natura geologica del suo territorio
che offre, oltre ad inaspettati spunti paesaggistici, un terreno in cui il vulcanismo
ha regalato abbondanza di elementi rendendolo particolarmente prezioso per lo
sviluppo dell'agricoltura. Geologicamente il territorio della Riserva naturale
di Tuscania si presenta estremamente diversificato: accanto a materiali di origine
vulcanica di età piuttosto recente, costituitisi a seguito dell'attività
degli apparati vulcanici Vulsino (tra 0,7 e 0,3 milioni di anni fa) e Vicano (0,8
e 0,09 milioni di anni fa), si ritrovano alcune zone caratterizzate da rocce molto
più antiche di origine sedimentaria.
L'origine geologica del territorio è dovuta principalmente
alle ceneri vulcaniche proiettate anche a grande distanza che hanno formato una
spessa placca di tufi stratificati, di vario colore e consistenza, che ha ricoperto
i terreni sottostanti. Poiché il tufo è materiale tenero e facilmente
erodibile, i numerosi corsi d'acqua che scendono a raggiera dalle pendici dei
monti vulcanici vi hanno inciso nel corso dei millenni profonde forre. I ripiani
tufacei e le forre sono quindi i due principali elementi che caratterizzano il
paesaggio. Il sistema delle forre si distingue nettamente dal resto del territorio
e presenta spesso una notevole rilevanza naturalistica. I valloni tufacei ospitano
popolamenti vegetali ed animali di grande interesse e rappresentano luoghi di
rifugio per la vegetazione e la fauna originaria, che un tempo viveva anche nei
pianori circostanti; inoltre, essi rappresentano importanti corridoi di spostamento
per la fauna selvatica. La complessa attività dei distretti vulcanici
ha influenzato la presenza di molteplici litotipi, molto differenti sia dal punto
di vista petrografico che granulometrico. Questi sono principalmente colate laviche,
coni di scorie, lapilli, tufi argillificati ed espandimenti ignimbritici, queste
ultime uniche formazioni presenti legate all'attività del distretto Vicano.
L'aspetto caratteristico di tale ignimbrite è quella di un tufo rosso a
scorie nere per la presenza di grosse pomici nere grossolanamente vescicolate.
Tale formazione affiora esclusivamente lungo l'incisione torrentizia del Fosso
delle Doganelle. Il complesso argilloso-conglomeratico-arenaceo comprende
invece i depositi sedimentari del Pliocene e i terreni del flysch cretacico-paleogenico
su cui poggiano le vulcaniti vulsine e vicane mentre il complesso alluvionale,
risalente all'Olocene, affiora lungo tutto il percorso del fiume Marta e lungo
le incisioni torrentizie e vallive di alcuni affluenti. L'attività
vulcanica ha lasciato anche tracce di attività idrotermali come la suggestiva
sorgente solforosa dell'"Acquaforte", lungo il fosso dell'Acquarella.
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