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Riserva Naturale di Tuscania

Un po' di Storia

La storia di Tuscania ha inizio dalla fase finale del Bronzo. Il corso del fiume Marta e dei suoi affluenti furono il polo di attrazione dei primi stanziamenti arcaici nella zona, che si insediarono sui rilievi naturali formati dall'erosione delle acque.
A partire dal VII sec. a.C., bene individuati dalle rispettive necropoli, si definirono sette insediamenti, collocati sulle alture che si snodarono a sud e a nord dell'attuale colle di S. Pietro, considerato il fulcro del territorio ed il riferimento religioso-commerciale del complesso abitativo immediatamente adiacenti e di un più vasto territorio che fa corona in un raggio di almeno dieci chilometri.
A differenza di quasi tutti i centri arcaici etruschi, in Tuscania l'aggregazione dei villaggi in un unico centro si verificò molto lentamente, fino a stabilizzarsi dalla seconda metà del IV Sec. a.C.. Nella prima fase arcaica, Tuscania fece certamente parte del territorio di Tarquinia, la cui influenza culturale si evidenzia nell'uso frequente e massiccio delle tombe ogivali con fenditura superiore o a camera assiali, con columen rappresentato in negativo.
Con l'occupazione della Tuscia da parte dei romani, verso il 285 a.C, e la conseguente creazione della tribù "Stellatina", Tuscania si trovò nella condizione ideale per essere adottato quale caposaldo a controllo del vasto territorio, di cui occupa la posizione centrale, facilitata dal potenziamento di quella direttrice stradale etrusca, che, nel 225 a.C., venne elevata al rango di Via consolare romana, con il nome di "Clodia".
Con l'espansione cristiana lo sviluppo economico di Tuscania fu in continuo aumento. Agli inizi del Medioevo essa appariva come una fiorente diocesi, il cui Vescovo esercitava la sua giurisdizione in un territorio corrispondente al quadrilatero formato dal fiume Fiora, dal lago di Bolsena, dal lago di Vico e dal fiume Mignone.
Un pullulare di numerosi castelli, sparsi nel territorio tuscanese (Montebello, Carcarella, Canino, Civitella, Ghezzo, Tessennano, Ancarano), stimolò l'iniziativa economica dei nobili locali, che durante tutto il Medioevo si incontrarono e si scontrarono senza tregua. Ma le lotte intestine, le carestie e la peste riducono Tuscania nel '400 da fiorente cittadina ad un modesto centro dello Stato Pontificio che rimane tale tra alti e bassi sino al 12 settembre 1870 quando il Regno d'Italia eredita dallo Stato Pontificio questa cittadina che, anche se non più florida come un tempo, possedeva comunque una economia dignitosa.
La storia "antica" di Tuscania termina il 6 febbraio 1971, alle ore 19.09: l'ora del terremoto. L'evento sismico ha segnato l'inizio dell'era moderna Tuscanese.

 
 

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