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Riserva Naturale di Tuscania

Vegetazione e fauna

orchis puprpurea La Riserva "ospita" al suo interno ben due Siti di Importanza Comunitaria (SIC): il SIC IT6010020 Fiume Marta (alto corso) ed il SIC IT60100036 Sughereta di Tuscania, individuati e perimetrali dalla Comunità Europea per la presenza di habitat e specie "a rischio" e per questo considerate aree di particolare interesse naturalistico.
Il corso del Marta rappresenta comunque il cuore della Riserva. Lungo il fiume, soprattutto nel tratto settentrionale, rimangono ampie fasce di vegetazione igrofila e ripariale: pioppi, ontani, salici e fasce di canneto. Qui le acque sono ancora ricche di pesci, tra i quali il Vairone (Leuciscus souffia), la Lampreda di ruscello (Lampetra planeri), l'Alosa (Alosa fallax), la Rovella (Rutilus rubilio), il Barbo (Barbus plebejus), il Ghiozzo di Ruscello (Padogobius nigricans) tutte specie di interesse comunitario, di notevole importanza dal punto di vista naturalistico in quanto "a rischio di estinzione". In prossimità di piccole sorgenti, gruppi di sambuchi ombreggiano felci anche poco comuni come il capel Venere (Adiantum capillus-veneris), mentre vicino all'acqua nidificano il pendolino (Remiz pendolinus), ghiandaia marina il raro martin pescatore (Alcedo atthis) e non è difficile udire l'inconfondibile trillo dell'usignolo di fiume (Cettia cetti).Spostandosi nella parte più a valle del Marta, dove le forre tufacee si allargano in più ampie vallate sedimentarie, la formazione boschiva più evoluta sui versanti è quella del querceto a cerro (Quercus cerris) e del bosco mesofilo con carpini e cornioli, mentre in zone più aperte e soleggiate domina la vegetazione termofila, spesso a macchia mediterranea, con lecci (Quercus ilex), lentischi, eriche, numerose sughere sparse e nelle aree più fresche a questi si aggiungono elementi tipici dei querceti caducifoglie come roverelle (Quercus pubescens), aceri e frassini.
Con una vegetazione così diversificata, interrotta da zone più aperte a pascolo o coltivo, anche la fauna risulta piuttosto cinghiale ricca.Oltre alle specie già citate segnaliamo l'abbondante presenza del cinghiale (Sus scrofa), che in questi ambienti regna sovrano, dell'istrice (Hystrix cristata) e di altre specie ornitiche come l'allocco (Strix aluco), il rigogolo (Rigogolus canorus), la rara ghiandaia marina (Coracias garrulus),il lodolaio (Falco subbuteo), il gheppio (Falco tinnunculus), lo sparviero (Accipiter nisus) e i numerosi silvidi che popolano la macchia mediterranea. Interessante poi la nidificazione di specie legate alle colture cerealicole e ai pascoli condotti in modo tradizionale, come l'albanella minore (Circus pygarcus), la quaglia (Coturnix coturnix) e di ben tre specie di alaudidi: la calandra (Melanocorypha calandra), la cappellaccia (Galerida cristata) e l'allodola (Alauda arvensis).

 
 

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