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Salamandrina

Specie monotipica, endemica dell'Italia appenninica, diffusa dalla provincia di Genova. La salamandrina dagli occhiali risulta essere attiva in autunno e in primavera, mentre durante l'inverno e l'estate si nasconde perlopiù sotto terra. Le femmine si recano in acqua per l'ovideposizione che ha luogo tra marzo e aprile, in torrenti a debole corrente. Di solito è distribuita tra i 200 e i 600 m s.l.m., ma può trovarsi fino ai 1300 m. Risulta prediligere boschi misti di caducifoglie, con ricco sottobosco, entro qualche centinaio di metri dall'acqua. È una specie molto rara, ed il suo declino è probabilmente dovuto sia al disboscamento che al degrado delle acque interne, essendo molto sensibile all'inquinamento. È senz'altro un ottimo bioindicatore che ci mette in guardia circa le condizioni dei corsi d'acqua presenti sul territorio. È inclusa nella Lista Rossa degli anfibi italiani e protetta dalla Legge Regionale n°18 del 05/04/1988. All'interno della Riserva di Monte Casoli è presente una sola residua popolazione di questo anfibio urodelo. Gli adulti sono lunghi al massimo 123 mm e possono sopravvivere fino ad una decina di anni., con corpo lacertiforme dal dorso bruno-nerastro tendente al rossiccio. Sul capo si trova una macchia dal giallo arancio al limone, di forma simile ad una "V" con l'apice rivolto verso la coda e che inizia dalle arcate sopraorbitali (gli occhiali del nome volgare). L'aspetto ventrale è caratterizzato dal rosso acceso degli arti e della coda; il tronco presenta una distribuzione di macchie bianche e nere. Ha quattro dita sia agli arti anteriori sia a quelli posteriori. I maschi sono generalmente più piccoli delle femmine ed inoltre presentano colori più contrastati. La fecondazione è interna e avviene durante l'ovideposizione. La schiusa avviene dopo quaranta giorni circa dopo la deposizione delle uova che vengono fatte aderire a corpi sommersi, come rami, radici e pietre. La pigmentazione aumenta con l'età, e così anche la presenza di piccole macchie su tutto il corpo. Gli adulti di Salamandrina terdigitata si nutrono di piccoli invertebrati e possono essere, a loro volta, predati dal rospo comune (Bufo bufo), dall'orbettino (Anguis fragilis), e dai Crostacei Decapodi; le larve si nutrono di invertebrati acquatici. Le uova sono predate da larve di Trychoptera.